Il mondo attraverso gli occhiali di Ivy Ross

Ivy Ross
Ivy Ross è il  nuovo capo della divisione Glass di Google
Avevamo appena iniziato ad abituarci.  Del resto quelli che studiano queste cose ci avevano avvisato. "Il totale del mercato delle tecnologie indossabili passerà dai 6 milioni di unità del 2013 ai 112 milioni del 2018, con una crescita media del 78% ogni anno", ci ha detto +Gabriele Roberti, analista senior di +IDC Italy.

Pensate per un attimo ai cambiamenti  che hanno già prodotto in pochissimi anni le tecnologie mobili e i social network. La nostra realtà virtuale si è avvicinata alla realtà fisica. Abbiamo iniziato a vivere in parallelo in entrambi questi mondi, passando quasi naturalmente da uno all'altro, quasi come se il mondo virtuale fosse nient'altro che un'estensione del mondo reale.

Del resto quante relazioni importanti e profonde abbiamo avviato con persone che magari non abbiamo mai incontrato nel mondo reale? Quante collaborazioni e relazioni di lavoro abbiamo gestito? Con i social network di molti amici virtuali possiamo conoscere dettagli e particolari altrimenti difficilmente svelabili.  Grazie agli smartphone e ai tablet possiamo condividere con chi ci piace e in tempo reale esperienze, luoghi, informazioni, giudizi, idee, progetti.  Possiamo accedere ad ogni informazione e conoscenza umana nel momento esatto in cui ci serve. E possiamo collaborare e lavorare insieme, tra persone che condividono interessi e obiettivi,  anche se si è distanti.

E' il mondo che si trasforma rapidamente e continuamente e noi dobbiamo imparare ed essere capaci di trasformarci a nostra volta. Dobbiamo adeguare i nostri schemi mentali, i modi di relazionarci e lavorare, altrimenti rischiamo di essere inadeguati, di sentirci emarginati o semplicemente di perdere i vantaggi competitivi e culturali che potremmo ottenere..

E ora sono in arrivo queste nuove tecnologie indossabili. Prendiamo ad esempio i  +Google Glass,  occhiali che rispondono a comandi vocali, e sono dei veri e propri computer, come gli smartphone, dei quali proprio in questi giorni è stata avviata la vendita al pubblico negli Stati Uniti e presto arriveranno anche sul mercato italiano.

La velocità di questi cambiamenti è impressionante. Sono passati meno di sette anni da quando Steve Jobs, nel 2007, ha lanciato l'Iphone, il primo smartphone su un mercato dominato da un'azienda, la Nokia, che ha tardato appena appena a capire il valore dell'innovazione, ed è stata spazzata via dal mercato senza alcun preavviso. Ed era solo il 2010 quando è stato lanciato il primo tablet, l'Ipad. Meno di quattro anni e chi non ha un tablet alzi la mano. Pensate che solo nell'ultimo trimestre del 2013 in Italia se ne sono stati venduti quasi un milione.

Ora tocca a +Ivy Ross, appena nominata da Google responsabile del progetto e capo della divisione Glass,. Ivy è una donna di notevole esperienza nel campo del design e del marketing, a cui è stato chiesto di lavorare per far diventare gli smartglass di Google un prodotto di massa. Google è convinta che grazie al crescente sviluppo di applicazioni per smartglass il valore aggiunto creato da questi nuovi strumenti sarà enorme, con nuove possibilità per unire ed integrare almeno parte del mondo reale con il mondo virtuale.

Ma ne abbiamo davvero bisogno? Lo scopriremo solo vivendo, diceva una famosa canzone. Intanto qualcuno che lo ha già scoperto c'è, visto che ancora prima del loro lancio commerciale i Google Glass vengono già utilizzati con successo anche in Italia, in un ospedale, come ausilio per l'attività medica e chirurgica e per la formazione specialistica.

Ad usarli per prima la dott.ssa Patrizia Presbitero, dell'+HUMANITAS Research Hospital di Rozzano, in provincia di Milano. Grazie agli Smartglass l'intervento chirurgico viene in pratica virtualizzato in tempo reale, e può essere gestito in collaborazione e anche a distanza da diversi specialisti, che da un lato condividono in  il quadro operatorio, vedono ciò che vede e che fa il chirurgo, accedono ai dati clinici e alle immagini diagnostiche, ai parametri vitali del paziente, ad ogni informazione utile alle decisioni cliniche.

Già nella fase sperimentale, oltre alla medicina, i Google Glass si sono rilevati particolarmente utili come ausilio per disabili, per migliorare l'esperienza turistica, nella didattica, nel commercio, nello sport, nei giochi, e in vari altri campi.

Forse si, potremmo davvero averne bisogno, anche se ancora non lo sappiamo, come non sapevamo di aver bisogno di uno smartphone o di un tablet.

Ne avremo senz'altro bisogno se questi strumenti ci faranno davvero aumentare la realtà per migliorare le nostre prestazioni individuali e la nostra capacità di conoscere ed esplorare, per rendere più efficace la collaborazione con gli altri e raggiungere i migliori risultati, non solo per la salute, ma in vari campi della nostra vita lavorativa e sociale.



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