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07 luglio 2014

Google Glass in arrivo per i dentisti, l'app. è italiana



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Google Glass in arrivo per i dentisti, l'app. è italiana

Presentato prototipo, mostra la radiografie senza muoversi

Milano, 7 lug. (TMNews) - Nasce in Italia Dental Glass, il primo progetto di ingegnerizzazione dei Google Glass applicati al settore medico-dentale. L'idea di dare vita a una soluzione in grado di massimizzare le potenzialità dell'occhiale tecnologico nel lavoro quotidiano dei dentisti è sbocciata all'interno di Sellwell, agenzia di marketing di Bolzano, durante il collaudo in anteprima del Develop Kit. Il risultato è un'applicazione che collega il minicomputer posizionato sulla stanghetta dei Google Glass con il software gestionale dello studio dentistico.

Questo permette la trasmissione in diretta dell'anamnesi del paziente, con la visualizzazione di dati contenuti nelle cartelle cliniche come ad esempio le radiografie. Allo stesso tempo, grazie ai comandi vocali, il professionista può dettare note da inserire nella cartella del paziente, evitando interruzioni nello svolgimento della visita per scrivere al Ps. Inoltre, la fotocamera integrata consente di scattare foto e fare riprese video Hd in real time, utili per successivi interventi.

"Abbiamo avuto il privilegio di essere tra i primi in Italia a testare i Google Glass e ne abbiamo subito intuito le potenzialità intrinseche - ha scritto in una nota Ralph Greifeneder, ceo sellwell -, ci siamo quindi impegnati per studiarne possibili applicazioni in ambiti specifici. Il progetto dei Dental Glass rappresenta ad oggi una vera rivoluzione nel mondo medicale e una prima ingegnerizzazione specifica di questo nuovo strumento tecnologico".

Il progetto è stato realizzato insieme a Gerhò, azienda che opera nel settoree odontoiatrico e che fornisce prodotti per studi dentistici e laboratori e che commercializzerà il prodotto sul mercato. Un prototipo funzionante è stato presentato in anteprima in occasione del 57° Congresso Amici di Brugg a Rimini.

Int7


07 giugno 2014

L'imminente invasione dei dispositivi indossabili, quale sarà il vostro?

Avete provato a chiedervi quali e quanti dispositivi mobili utilizzeremo per il vostro lavoro e per le vostre altre attività sociali diciamo fra cinque anni?

E' probabile che avrete ancora uno smartphone o un tablet, come ha già oggi la maggioranza di voi. Questi dispositivi in pochissimi anni dalla loro uscita si sono diffusi in modo massivo e il numero di quelli che sono in circolazione starebbe per superare il totale della popolazione mondiale.

Nel 2013 oltre 29 milioni di Italiani si sono collegati ad Internet utilzzando uno smartphone o un tablet (dati audiweb), siamo già oltre il 60% della popolazione italiana maggiorenne, con trend in continuo aumento.

Ma fra cinque anni? Sembra siano in arrivo i cosiddetti dispositivi indossabili, dei quali ho parlato in un precedente post dedicato principalmente ai Google Glass e a Ivy Ross, nuovo responsabile di questo prodotto.
Pensate che ci studia queste cose prevede in questo periodo una crescita enorme di questi nuovi disponitivi indossabili smart (occhiali, orologi, bracciali e quant'altro si possa indossare).

Entro il 2020 dovrebbero vendersene  sui 450 milioni, con un giro di affari di oltre 25 miliardi di euro. E' una grande bufala, come qualcuno pensa, o siamo all'inizio di una nuova  rivoluzione, con riflessi enormi sia sulle aziende che sulla vita delle persone?

Vedremo a breve, ma per intanto conviene prepararci. Quasi ogni attività umana potrebbe giovarsi di queste tecnologie,  pensate solo ai medici, ai chirurghi, agli infermieri, ai tecnici in ogni campo dell'industria, agli insegnanti. Altro che aumento della produttività.

Già oggi chi è in grado di utilizzare in modo rapido ed efficace la rete internet e le informazioni disponibili ha un vantaggio competitivo enorme. Presto potremmo avere in tempo reale e in modo automatico le informazioni, le istruzioni, gli schemi e ogni altra cosa possa servirci per gestire al meglio le attività che stiamo compiendo. Nel nostro campo potremo applicare in modo guidato le migliore pratiche disponibili e disporre dei dati per massimizzare le nostre competenze ed esperienze nel processo decisionale. Potremo sempre in tempo reale collaborare con esperti e specialisti, e insieme svolgere compiti e attività per ottimizzare i risultati.
Inoltre questi strumenti renderanno più efficace e rapido il processo di apprendimento.

Tutto questo sarà abbinato alla crescita del cosiddetto Internet delle cose,  che significa che quasi tutto intorno a noi sarà connesso, genererà dati che saranno elaborati, e genereranno informazioni che  non abbiamo mai avuto prima.


La quantità di intelligenza di una comunità, per utilizzare un termine di moda, dipenderà molto da come sapremo utilizzare ed integrare le nuove tecnologie.

Siate quindi felici, sembra che ci attenda un futuro eccitante, soprattutto se riusciremo a far prevalere la cooperazione sul conflitto e le regole sull'arbitrio, evitando quindi di continuare a farci del male come italiani, come in parte abbiamo fatto negli ultimi anni.

 Vi lascio con il filmato qui a fianco. Vi consiglio di guardarlo, dura solo 3 minuti.

 E' in lingua inglese, ma si capisce molto bene il senso ed è utile per capire come può cambiare il lavoro con l'utilizzo di questi strumenti e quali vantaggi può avere per la collettività.

 E' la cronaca di un intervento di pronto soccorso in un ospedale che già utilizza vari tipi di dispositivi mobili, anche indossabili (nel filmato sono i Google Glass).

 Pensate poi a quali vantaggi potremmo avere noi cittadini se la Pubblica Amministrazione e le strutture sanitarie si modernizzassero in questo modo.  E dopo aver pensato agite, ad esempio mandate una mail o un tweet scrivendo @mariannamadia #cambiaverso alla Pubblica Amministrazione ed alla sanità italiana e @matteorenzi #faipresto, perchè non vogliamo continuare a restare indietro e ritrovarci a vivere in un paese arretrato.

Buona visione.

17 maggio 2014

Il mondo attraverso gli occhiali di Ivy Ross

Ivy Ross
Ivy Ross è il  nuovo capo della divisione Glass di Google
Avevamo appena iniziato ad abituarci.  Del resto quelli che studiano queste cose ci avevano avvisato. "Il totale del mercato delle tecnologie indossabili passerà dai 6 milioni di unità del 2013 ai 112 milioni del 2018, con una crescita media del 78% ogni anno", ci ha detto +Gabriele Roberti, analista senior di +IDC Italy.

Pensate per un attimo ai cambiamenti  che hanno già prodotto in pochissimi anni le tecnologie mobili e i social network. La nostra realtà virtuale si è avvicinata alla realtà fisica. Abbiamo iniziato a vivere in parallelo in entrambi questi mondi, passando quasi naturalmente da uno all'altro, quasi come se il mondo virtuale fosse nient'altro che un'estensione del mondo reale.

Del resto quante relazioni importanti e profonde abbiamo avviato con persone che magari non abbiamo mai incontrato nel mondo reale? Quante collaborazioni e relazioni di lavoro abbiamo gestito? Con i social network di molti amici virtuali possiamo conoscere dettagli e particolari altrimenti difficilmente svelabili.  Grazie agli smartphone e ai tablet possiamo condividere con chi ci piace e in tempo reale esperienze, luoghi, informazioni, giudizi, idee, progetti.  Possiamo accedere ad ogni informazione e conoscenza umana nel momento esatto in cui ci serve. E possiamo collaborare e lavorare insieme, tra persone che condividono interessi e obiettivi,  anche se si è distanti.

E' il mondo che si trasforma rapidamente e continuamente e noi dobbiamo imparare ed essere capaci di trasformarci a nostra volta. Dobbiamo adeguare i nostri schemi mentali, i modi di relazionarci e lavorare, altrimenti rischiamo di essere inadeguati, di sentirci emarginati o semplicemente di perdere i vantaggi competitivi e culturali che potremmo ottenere..

E ora sono in arrivo queste nuove tecnologie indossabili. Prendiamo ad esempio i  +Google Glass,  occhiali che rispondono a comandi vocali, e sono dei veri e propri computer, come gli smartphone, dei quali proprio in questi giorni è stata avviata la vendita al pubblico negli Stati Uniti e presto arriveranno anche sul mercato italiano.

La velocità di questi cambiamenti è impressionante. Sono passati meno di sette anni da quando Steve Jobs, nel 2007, ha lanciato l'Iphone, il primo smartphone su un mercato dominato da un'azienda, la Nokia, che ha tardato appena appena a capire il valore dell'innovazione, ed è stata spazzata via dal mercato senza alcun preavviso. Ed era solo il 2010 quando è stato lanciato il primo tablet, l'Ipad. Meno di quattro anni e chi non ha un tablet alzi la mano. Pensate che solo nell'ultimo trimestre del 2013 in Italia se ne sono stati venduti quasi un milione.

Ora tocca a +Ivy Ross, appena nominata da Google responsabile del progetto e capo della divisione Glass,. Ivy è una donna di notevole esperienza nel campo del design e del marketing, a cui è stato chiesto di lavorare per far diventare gli smartglass di Google un prodotto di massa. Google è convinta che grazie al crescente sviluppo di applicazioni per smartglass il valore aggiunto creato da questi nuovi strumenti sarà enorme, con nuove possibilità per unire ed integrare almeno parte del mondo reale con il mondo virtuale.

Ma ne abbiamo davvero bisogno? Lo scopriremo solo vivendo, diceva una famosa canzone. Intanto qualcuno che lo ha già scoperto c'è, visto che ancora prima del loro lancio commerciale i Google Glass vengono già utilizzati con successo anche in Italia, in un ospedale, come ausilio per l'attività medica e chirurgica e per la formazione specialistica.

Ad usarli per prima la dott.ssa Patrizia Presbitero, dell'+HUMANITAS Research Hospital di Rozzano, in provincia di Milano. Grazie agli Smartglass l'intervento chirurgico viene in pratica virtualizzato in tempo reale, e può essere gestito in collaborazione e anche a distanza da diversi specialisti, che da un lato condividono in  il quadro operatorio, vedono ciò che vede e che fa il chirurgo, accedono ai dati clinici e alle immagini diagnostiche, ai parametri vitali del paziente, ad ogni informazione utile alle decisioni cliniche.

Già nella fase sperimentale, oltre alla medicina, i Google Glass si sono rilevati particolarmente utili come ausilio per disabili, per migliorare l'esperienza turistica, nella didattica, nel commercio, nello sport, nei giochi, e in vari altri campi.

Forse si, potremmo davvero averne bisogno, anche se ancora non lo sappiamo, come non sapevamo di aver bisogno di uno smartphone o di un tablet.

Ne avremo senz'altro bisogno se questi strumenti ci faranno davvero aumentare la realtà per migliorare le nostre prestazioni individuali e la nostra capacità di conoscere ed esplorare, per rendere più efficace la collaborazione con gli altri e raggiungere i migliori risultati, non solo per la salute, ma in vari campi della nostra vita lavorativa e sociale.