10 settembre 2018

(2) Costruiamo la società intelligente - Una visione comune del futuro

Di seguito la seconda parte del post dedicato alle nuove tecnologie, che potrebbero aiutarci a costruire una società intelligente, rendendo il nostro mondo più prospero e sicuro.
Chi non l'avesse già fatto, può leggere qui la parte 1 - Partiamo dal ponte di Genova.

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2 - Una visione comune del futuro

2.1 - Il futuro lo costruiamo noi

Sarebbe bello poter viaggiare nel tempo. Anche solo qualche decina d’anni nel futuro, per vedere cosa sapremo ancora fare di straordinario noi esseri umani. In molti prevedono impressionanti e positive novità. 
Chi studia i cambiamenti sociali ci dice che dovrebbero bastare 15-20 anni nel futuro per vedere un mondo molto diverso da quello di oggi, immerso in una gigantesca rivoluzione, che in poco tempo dovrebbe cambiare la società in cui viviamo ancora e molto di più di quanto non sia avvenuto negli ultimi decenni.
L’invenzione di nuove e potenti tecnologie cresce in maniera esponenziale, ed ogni anno entrano sul mercato strumenti che possono cambiare il modo in cui lavoriamo o conduciamo la nostra vita nella società. I cambiamenti in qualche modo avverranno, sempre più velocemente.

Con quali e quanti benefici o danni dipenderà da come sapremo prevedere, governare e gestire le tecnologie e i cambiamenti.

2.2 - La macchina del tempo

Purtroppo la macchina del tempo non è ancora stata inventata. Allora, per poter prevedere qualcosa sul nostro futuro non ci resta che affidarci alle visioni di chi si occupa di studiare i cambiamenti. 
Gli studiosi del futuro non mancano, prevedono quello che può avvenire, dando anche dei nomi forti alle loro visioni. Ad esempio i giapponesi parlano di Società 5.0 o Super Smart Society (società super intelligente), i tedeschi hanno coniato il termine Industria 4.0 o quarta rivoluzione industriale, altri parlano di smart cities e smart communities.
Quasi tutti immaginano una società “ciberfisica”, che integra strettamente il mondo fisico con un suo mondo gemello cibernetico o virtuale, rendendo la nostra capacità di conoscenza e controllo della realtà enormemente maggiore di quella che abbiamo oggi.
Tutti sono anche d'accordo nel pensare che i cambiamenti avverranno molto velocemente, grazie al fatto che stiamo creando tecnologie sempre più potenti ad una velocità che cresce in modo esponenziale.

Questo vuol dire che nei prossimi 10 anni dovremmo vivere molti più cambiamenti di quelli che abbiamo visto negli ultimi 40 anni.

Possiamo renderci conto degli enormi cambiamenti che ci sono stati solo negli ultimi decenni guardando indietro, ad esempio agli anni 70 per valutare come è cambiata la società e la nostra vita da allora. 

Se non siete troppo giovani non vi sarà difficile immaginare di tornare indietro e di pensare alle differenze.  

Vi ricordate, vivevamo in una società senza Internet e senza social network, senza cellulari e smartphone. 

I computer erano ancora rudimentali e poco diffusi. La televisione era in bianco e nero, con pochi canali. 

Per mandare messaggi a parenti o amici dovevamo prendere carta e penna, poi comprare un francobollo e poi imbucare la lettera ed aspettare qualche settimana per la risposta. 

Non c’era il navigatore satellitare e per trovare la destinazione dovevamo avere la cartina della città o chiedere indicazioni ai passanti. 

Per trovare informazioni dovevamo andare in biblioteca e cercare tra libri e riviste e per imparare cose nuove dovevamo tornare a scuola, mentre oggi possiamo accedere immediatamente a qualunque informazione o corso a distanza utilizzando un semplice cellulare.

C’erano grandi fabbriche con tanti operai e meno automazione, e trovare lavoro era forse meno complicato, ma non c’erano i tanti nuovi e interessanti tipi di lavoro che ci sono oggi.  

Il mondo è davvero molto cambiato!  E se i cambiamenti stanno davvero accelerando, come sarà il nostro mondo anche solo fra dieci anni? 


2.3 - Usiamo con intelligenza le tecnologie intelligenti

Certo il futuro non è stato ancora scritto. Le nuove tecnologie indubbiamente danno all’uomo il potere di fare ciò che gli è utile. Ma a volte gli uomini agiscono in modo irrazionale, spinti dalle proprie paure e rischiano di provocare disastri. 
Una cosa è certa. 
Se ben usate le nuove tecnologie sono così potenti che possono consentire un’efficace organizzazione e gestione del mondo a tutti i livelli, liberando gli uomini dalla povertà e rendendoli più felici e appagati, cittadini di una “società intelligente” capace di utilizzare il potere delle tecnologie e le risorse disponibili al servizio degli esseri umani e non contro di essi. 
Se usate male le stesse tecnologie possono però trasformare le società e la vita umana in un inferno, pieno di disuguaglianze, conflitti, odio. 
In un mondo globale e interconnesso gli uomini devono per prima cosa migliorare la loro capacità di lavorare insieme e cooperare per cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie e per controllarne i rischi. 
Di fronte a queste variabili, fare previsioni sul futuro è possibile e soprattutto è utile? 
E’ senz'altro possibile immaginare degli scenari di futuro. Basandoci su tutti i dati che abbiamo oggi a disposizione gli studiosi possono indubbiamente ipotizzare degli scenari possibili e attendibili. Possiamo anche immaginare i rischi e le conseguenze per un uso sbagliato o non correttamente gestito delle tecnologie.
Queste previsioni non ci dicono con certezza come sarà il nostro futuro. Ovviamente nessuno può saperlo. Però queste previsioni - se basate su analisi razionali e dati concreti - ci forniscono dei possibili scenari, utili come strumenti per pianificare e coordinare le azioni e le decisioni, per orientare verso azioni condivise e sinergiche gli investimenti dei governi, delle aziende e in una certa misura anche dei singoli. 
Avere una visione efficace e positiva del futuro è anche importante per favorire il pensiero strategico, la discussione e l’emergere di nuove idee, per evidenziare le criticità e i rischi che dobbiamo affrontare.
Prevedere un futuro che dipende da noi significa anche pensare a come costruire la società nella quale vorremmo vivere e far vivere i nostri figli. Una società migliore per tutti, capace di risolvere le gravi differenze socio-economiche ancora esistenti e di affrontare i rischi per la salute del pianeta e la sostenibilità dello sviluppo.
2.4 - La società intelligente (Super Smart Society)

Molti pensano che le tecnologie già oggi esistenti ci consentono di realizzare, in tempi abbastanza rapidi, una società super intelligente, una “super smart society” capace di integrare ed utilizzare le nuove tecnologie per il bene comune.

Un mondo che riesca a governare in modo efficace la produzione di beni e servizi, in grado di differenziare e a soddisfare le specifiche e diverse esigenze di ogni persona.

Una società equilibrata capace di usare principalmente risorse rinnovabili. Capace di garantire ad ognuno la possibilità di vivere in maniera decorosa e dignitosa. Capace di mettere al centro e valorizzare l’uomo e i suoi bisogni, i suoi diritti e le sue capacità.

L’uomo, lungo un cammino di centinaia di migliaia di anni, sta oggi acquisendo le capacità culturali e tecniche che gli consentono di realizzare davvero una società super intelligente, dove intelligente significa capace di raccogliere, valutare ed usare le conoscenze e le informazioni per prendere decisioni utili, efficaci e rapide, in quanto sempre più spesso automatizzate.

Secondo il governo e gli studiosi giapponesi, la “Super Smart Society” è in qualche modo la conseguenza logica di un uso efficace delle nuove tecnologie emergenti. Gli Stati, le Aziende e gli esseri umani dovrebbero operare in modo coordinato verso questo obiettivo, che è nell’interesse di tutti.

La visione della “Super Smart Society” o “Society 5.0” è stata presentata a marzo del 2017 al Cebit di Hannover, in Germania, dal Primo Ministro Giapponese Shinzo Abe.

Tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, la Robotica, i big data, il cloud computing, la realtà aumentata ci danno gli strumenti per governare efficacemente la società e le attività dell’uomo, per produrre benefici per tutti.


2.5 - Le tappe della società umana


La nostra storia non è certamente un processo lineare. La vicenda umana attraversa il tempo in modo discontinuo. Periodi anche lunghissimi di staticità, con cambiamenti minimi, sono interrotti da periodi rivoluzionari, quando le cose cambiano anche in poco tempo.

Però è anche vero che i cambiamenti sono sempre più rapidi, tanto rapidi che diventa difficile adattarsi e governarli. Come in tutti i cambiamenti ci rimette chi non riesce ad adattarsi e se ne avvantaggia chi capisce e favorisce i cambiamenti.

La nostra specie, Homo Sapiens, si distingue da tutte le altre specie per l’intelligenza, grazie alla quale ha potuto sviluppare un linguaggio potente e completo, che gli ha consentito di acquisire, comunicare e poi anche di conservare la conoscenza che deriva dalle esperienze dei singoli.

A differenza degli altri animali, l’uomo produce cultura e tecnologie, con le quali ha potuto cambiare progressivamente il mondo in cui vive, imparando dall’esperienza, inventando ed usando tecnologie sempre più potenti.

Proprio le innovazioni tecnologiche sono la caratteristica distintiva delle società umane, ciò che nel bene o nel male ci rende potenti e oggettivamente superiori ad ogni altra specie animale presente sulla terra.

Possiamo certamente individuare nella storia delle tecnologie rivoluzionarie, che una volta introdotte ed usate efficacemente hanno determinato inevitabilmente dei cambiamenti radicali e globali delle società umane.

E’ possibile individuare nella storia alcune grandi rivoluzioni globali, che hanno cambiato radicalmente la società:



1.0 - La società di cacciatori-raccoglitori

L’uomo vive sulla Terra da almeno 300.000 anni, e per quasi tutto questo periodo le società umane erano composte solo da tribù prevalentemente nomadi, di cacciatori e raccoglitori. 
La società preistorica o 1.0 arriva fino a circa il 10.000 a.c. 
L’attività principale di tutti gli uomini è quella di procurarsi il cibo, spostandosi in nuovi territori, cacciando e raccogliendo i vegetali che crescevano spontaneamente.

2.0 - La società agricola

Tutto cambia con l’introduzione delle tecnologie agricole, avvenuta a partire all’incirca dal 10.000 ac, con l’uso di strumenti quali la zappa, l’aratro e con l’allevamento del bestiame. 

Le tribù di nomadi si sono trasformate prima in villaggi e città e poi in Stati ed Imperi. 

Nascono le classi sociali, i nobili, i guerrieri, i commercianti, gli artigiani, con la maggior parte della popolazione dedita all’agricoltura e all’allevamento (settore primario). Questa struttura sociale dura fino alla metà del XVIII secolo, quando vengono introdotte le prime tecnologie alla base della rivoluzione industriale.

3.0 - La società industriale


A partire dalla metà del XVIII secolo arrivano le tecnologie per il controllo e la gestione dell’energia. Prima la macchina a vapore con il carbone, poi il motore a combustibile fossile e quindi l’elettricità.
Tutto cambia di nuovo. 
Si sviluppano le grandi città industriali, le fabbriche, la produzione, il consumo e anche la cultura di massa. Aumenta il benessere e i diritti delle persone, anche se i più forti continuano a sfruttare in qualche modo i più deboli e le guerre diventano devastanti, per la disponibilità di armi sempre più potenti.
Aumenta la produttività anche nel settore agricolo. Gli agricoltori diminuiscono e diventano operai dell’industria (settore secondario), nascono le democrazie, 
Questo tipo di società evolve fino alla fine del secolo scorso, quando si diffondono le tecnologie dell’informazione.

4.0 - La società dell’informazione (post-industriale)
Nel XX secolo sono arrivate le tecnologie dell’informazione. Prima il telefono, la radio e la televisione, poi i computer ed internet. 
Oggi tutte le persone hanno la possibilità di creare, ricevere, condividere e utilizzare liberamente informazioni e conoscenze per la propria evoluzione economica, sociale, culturale e politica. 

Aumenta la produttività industriale, gli operai diminuiscono, e diventano lavoratori dei servizi (settore terziario).

5.0 - La società Ciberfisica o Super Smart Society 
Oggi noi siamo immersi nella società dell’informazione, che rappresenta lo stadio iniziale di un cambiamento ancora più radicale, che porterà alla cosiddetta Società 5.0, o “Società Intelligente” (Super Smart Society), che ha alla base le tecnologie che rendono possibili i sistemi Cyber-fisici. 
Con l’avvento dei sistemi cyber-fisici interconnessi, sarà possibile gestire efficacemente le risorse disponibili, automatizzando in modo spinto la produzione di beni, personalizzando i prodotti in base alle esigenze individuali, e assicurando il contributo di ciascuno alla vita sociale ed economica.
In particolare, grazie a quella che è stata chiamata la quarta rivoluzione industriale (industria 4.0) aumenteranno ulteriormente le nostre capacità di produrre beni, si ridurranno i lavori ripetitivi e vi sarà una crescita della cultura e della conoscenza.

Nasceranno nuovi lavori con alla base le conoscenze specialistiche delle persone, sempre più indispensabili per gestire efficacemente i servizi ciberfisici (sviluppo del terziario avanzato, chiamato anche settore quaternario).
La società 5.0 può davvero porre al centro l’uomo, i suoi bisogni, i suoi diritti. Può essere una società che non esclude nessuno e valorizza tutti. 
Ciò può avvenire, e avverrà se sapremo rilanciare e far prevalere questi valori come centrali per un’umanità connessa e potenziata da tecnologie che come esseri umani ci avvicinano e ci uniscono in un comune destino, che dovremmo saper affrontare insieme, comprendendoci e cooperando. 

2.6 - La Società super stupida
Mentre il governo e la confindustria giapponese lanciavano la Super Smart Society, confidando nell’intelligenza e maturità degli uomini e degli Stati, c’era invece chi preannunciava un futuro molto diverso, pieno di problemi e disastri per la maggior parte degli esseri umani.
Ad esempio la “National Intelligence” degli Stati Uniti, semprenel 2017, ha pubblicato l’ultimo Global Trends, un rapporto quinquennale che ipotizza i cambiamenti che avverranno nel mondo in un paio di decenni (fino al 2035).
Il rapporto si chiama “Paradox of Progress”, il paradosso del progresso, e vede un futuro appunto paradossale. 
Un’umanità che dispone di potenti tecnologie che potrebbero eliminare la povertà e l’ingiustizia dal pianeta, è invece vittima della disoccupazione, dalla precarietà, dall’aumento dell’esclusione sociale. I gruppi sociali che dispongono di maggior ricchezza ergono barriere contro i più poveri, le bande criminali imperversano, resi ancora più potenti dall’utilizzo spregiudicato delle tecnologie, i conflitti e le guerre si diffondono creando caos e distruzione. 
Secondo il rapporto governare le democrazie sarà più difficile. Paradossalmente proprio le tecnologie di partecipazione in mano agli elettori contribuiranno a bloccare o rendere inefficaci le decisioni politiche orientate al bene comune e a promuovere decisioni che incrementano i conflitti e le disuguaglianze. 
L’avvento dei robot e dell’Intelligenza Artificiale sostituiranno gli attuali lavoratori in tantissimi settori. Aumenterà il divario tra ricchi e poveri, e di conseguenza i conflitti sociali e identitari e l’uso delle armi. 
I cambiamenti climatici, l’insostenibile sfruttamento del suolo e il progressivo esaurimento di risorse essenziali contribuiranno a creare ulteriori scompensi e conflitti. 
Un mondo davvero paradossale, che ha le risorse e le tecnologie per costruire un mondo equilibrato, sostenibile e felice, ma non riesce a farlo, per inseguire paure o cercare sicurezze chiudendosi a riccio, costruendo muri e barriere o sostenendo acriticamente chi promette improbabili soluzioni miracolose.
Evitare questo scenario dipende da ognuno di noi. Anche grazie alle tecnologie dell’informazione ogni persona ha oggi il dovere di informarsi, capire e agire per concorrere alle decisioni, nei più vari contesti della vita sociale.

(Costruiamo la società intelligente 2 - continua - parte 3
Sommario delle parti pubblicate

Parte 1 - Partiamo dal ponte di Genova

  • 1.1 - Anche i ponti possono parlare
  • 1.2 - L'Internet delle cose
  • 1.3 - Il controllo delle infrastrutture
  • 1.4 - Un ponte ad alto rischio
  • 1.5 - Bridge Structural Health Monitoring (BSHM)
  • 1.6 - Invecchiamento e sostenibilità delle infrastrutture
  • 1.7 - Un sistema di infrastrutture Intelligenti
  • 1.8 - Il contributo del crowdsourcing
  • 1.9 - Structural Health Monitoring  2.0
  • 1.10 - Valutare e controllare i rischi
  • 1.11 - Un piano nazionale di monitoraggio e manutenzione delle infrastrutture
Parte 2 - Una visione comune del futuro
  • 2.1 - Il futuro lo costruiamo noi
  • 2.2 - La macchina del tempo
  • 2.3 - Usiamo con intelligenza le tecnologie intelligenti 
  • 2.4 - La società Intelligente (Super Smart Society)
  • 2.5 - Le tappe della società umana
    • 1.0 - la società di cacciatori raccoglitori
    • 2.0 - la società agricola
    • 3.0 - la società industriale
    • 4.0 - la società dell'informazione
    • 5.0 - la società ciberfisica
  • 2.6 - La società super stupida

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